Silvia Distefano, Campionessa Nazionale di Sci “Madrina della Rapallo si fa Centro-Domenica in Libertà” 2016 … perchè ancora TROPPE BARRIERE, soprattutto mentali, fanno della nostra “vita normale” una banalità vuota e di quella dei disabili una difficoltà, a cui togliamo spazio per vivere. (N.A.M)
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Silvia Distefano, 40 anni, Medico Anestesista Rianimatore.

Disabile dal 2007, ho iniziato a sciare nel 2009 quasi per caso. Lo sci è stata una delle varie attività che ho iniziato da dopo che sono diventata disabile, un modo per uscire fuori di casa e per cercare di riprendermi in mano la vita, o forse per tornare a fare solamente ciò che ogni ragazza a 30 anni fa normalmente.

Ho sempre amato la montagna, sia in versione estiva che invernale. Per questo motivo per me riprendere a sciare in montagna, luogo per definizione inaccessibile, era una sfida con me stessa, con le barriere architettoniche e anche con le barriere mentali (un disabile motorio che scia?). L’avvicinamento allo sci è stato faticoso, soprattutto per la mia patologia che comporta molta stanchezza fisica. Ma lo stare nuovamente all’aria aperta,  col vento in faccia e i monti, che tanto amo intorno, è stato motivo e sprone per andare avanti e migliorare sempre di più la tecnica.

  • Nel 2012 il PRIMO CAMPIONATO ITALIANO, con due medaglie d’ARGENTO nello Slalom Gigante e Slalom Speciale, a Sestriere.
  • Nel 2013 a Campo Felice un ARGENTO nello Slalom Gigante sempre al Campionato Italiano Paralimpico.
  • Nel 2014 ho intrapreso l’avventura “Europea” con il campionato IPCAS e l’ingresso nelle PRIME 30 al MONDO  in Slalom Speciale, miglior piazzamento col 4° POSTO a Rinn in Slalom Speciale.

L’avventura Europea è stata difficile soprattutto per i lunghi viaggi, i tempi ristretti e poi lavorando è stata una impresa titanica essere atleta agonista. A malincuore ho pertanto preferito dedicare le energie a competizioni Nazionali.

  • Sempre nel 2014, BRONZO agli Italiani a Prato Nevoso nello Slalom Speciale, dove attualmente mi alleno come atleta della Associazione Discesa Liberi.
  • Nel 2016  2 medaglie d’ORO agli Italiani a Passo Rolle, in Trentino, sia in Slalom gigante che in Slalom speciale. Per me molto significativa la location, in quanto poco distante avevo ripreso a sciare nel lontano 2009.

Vincere nello sci disabili….per me un punto di RIpartenza e di arrivo che diventa nuova partenza già nell’istante in cui arrivo alla vittoria;  purtroppo, ci sono poche ragazze che decidono di dedicarsi ad una attività così faticosa, in genere preferiscono sport più agevoli.

Premesso che sarebbe un bellissimo sogno per tutti se non ci fossero i disabili, la realtà è che ci sono e che attraverso lo SPORT possono raggiungere autonomie che si concretizzano poi anche nella vita domestica, attraverso una riorganizzazione del proprio Io.

  • Le mie medaglie devono essere un simbolo di integrazione e abbattimento di barriere fisiche e mentali.

Le stazioni sciistiche ed i luoghi di sport devono diventare il più possibile SBARRIERATI, gli ausili per lo sport devono diventare più economicamente accessibili e  sempre più maestri di sci devono essere formati.

  • Deve diventare normale vedere disabili sulle piste e deve diventare normale vederli girare tranquillamente ed in autonomia nelle nostre strade e nei luoghi di lavoro.

Attualmente mi occupo anche di formazione per maestri di sci che intraprendono la specializzazione all’insegnamento dei disabili in collaborazione con alcuni Collegi Regionali e mi occupo di formazione di volontari che accompagnano ed aiutano i disabili sulle piste.
“Ogni giorno guarda il mondo come se fosse la prima volta (E. E. Schmitt)”

Silvia.

commento personale: < che dire…!?!  se non pensare all’ incomprensibile assurdità di tutti coloro che si arrabbiano, come fosse un problema esistenziale, quando trovano una deviazione stradale o devono lasciare l’auto in garage per 10 ore in una Domenica Ecologica “costretti”, da una vita fortunata, a fare due passi… senza usare le “ruote” > Nadia Amalia Molinaris

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